Coaching: the genius insideout

“Il coaching è l’arte di facilitare l’apprendimento, lo sviluppo e la performance di uno o più individui.” (Myles Downey and Faculty)

Questa è la definizione di coaching che preferisco, fra le molteplici disponibili.

È semplice, concisa, va dritta al punto… eppure, da sola, è insufficiente a rendere l’idea di cosa sia il coaching e delle sue numerose declinazioni, applicazioni e risultati.

Per darne un’idea più approfondita, ad esempio, potrei raccontare di come l’executive coaching porta un leader a scoprire e mettere a frutto il suo talento, le sue capacità e qualità per guidare con efficacia e presenza se stesso e il suo team verso le migliori performance.

Potrei scrivere che investire nel business coaching porta le aziende a identificare e sostenere coloro che sono gli agenti del cambiamento che si vuole realizzare e a distinguersi, ottimizzare i processi, apprezzare i contenuti, rendere efficienti le strutture, fluidificare e valorizzare le relazioni e stare sulla rotta di obiettivi sostenibili che le portano a distinguersi.

Spiegherei inoltre che i risultati di un percorso di life coaching si raggiungono attraverso domande che accendono la luce della consapevolezza e fanno emergere le risposte che davvero servono per procedere e realizzare la propria vita.

Potrei mettere in rilievo che il group coaching non solo facilita i componenti di un gruppo nell’accorciare il gap fra il sapere, il saper fare e il fare, ma è così pragmatico e versatile che le organizzazioni che lo utilizzano lo ritengono lo strumento principe per evolvere e trasformare.

Vorrei tanto avere parole esaurienti per descrivere come, nel team coaching, le squadre raggiungono prestazioni, consapevolezza, concretezza, unità, fiducia e responsabilità reciproca per produrre risultati distintivi e misurabili.

Metterei anche in evidenza che le conversazioni di coaching portano fuori la genialità che ogni individuo, team, gruppo, organizzazione ha dentro di sé per coniugare valori e obiettivi.

Danza, partnership, stato di flow, offrire domande delle quali si scopre insieme la risposta sono altre parole e espressioni che danno un’idea di cosa può accadere durante un incontro o un percorso di coaching.

Ma si può spiegare il cioccolato senza assaggiarlo? Eh no!

E non lo si può fare nemmeno con il coaching, che va infatti esperito, assaporato, gustato, vissuto, creato in prima persona e per condividerne il valore eccellente in termini di risultati e esperienza umana, da tempo lo ricevo, lo offro, lo insegno.

La mia visione?

Che ogni interazione e relazione umana nasca, si nutra, cresca grazie a conversazioni basate su apertura, supporto, apprezzamento, massima fiducia, condivisione e esplorazione dei reciproci punti di vista, innovazione, libertà di trasformare e trasformarsi, connessione, co-creazione e mutuo successo. In altre parole che sia basata sulle competenze che definiscono e identificano il coaching.